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Conoscere la Franciacorta con l’AIS

I corsi Dal Toscano sono ripresi in modo spumeggiante, letteralmente! Grazie a una collaborazione con la delegazione di Mantova dell’AIS – Associazione Italiana Sommelier,  il primo evento ha avuto come protagonista la Franciacorta e i suoi splendidi vini.

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Il Sommelier Marco Brioni dell’Enoteca Porto Catena ci ha guidati alla scoperta della Franciacorta, una produzione vitivinicola sinonimo di qualità, conosciuta (e riconosciuta) in tutto il mondo. Qui viene prodotto uno dei migliori metodo classico italiani.

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Il Franciacorta è uno spumante a DOCG; l’unico metodo ammesso dal disciplinare per la presa di spuma del Franciacorta è il metodo classico, ovvero la rifermentazione in bottiglia attraverso l’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati (liqueur de tirage). Attraverso la rifermentazione, il vino acquisisce pressione (visibile sotto forma di bollicine), garantita dall’anidride carbonica prodotta dalla seconda fermentazione (presa di spuma).

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Come servire Franciacorta: bicchiere e temperature

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Durante l’evento sono stati utilizzati i calici “VINOTEQUE SMART TESTER” di Bormioli Luigi, prodotti con il materiale innovativo SON.hyx, un vetro sonoro superiore senza piombo, caratterizzato da elevate prestazioni, assoluta trasparenza, alto livello di incolore, elevata resistenza meccanica e ai lavaggi e grande brillantezza.

Il vino va conservato in frigorifero a una temperatura tra i 4° e i 6 °C. La temperatura di consumo è diversa da quella di servizio e varia da vino a vino, ad esempio per un Franciacorta giovane servono 6-7°C, per un Franciacorta Riserva anche a 8-9°C. Nel bicchiere il vino impiega poco tempo ad assumere quei due-tre gradi in più, e risulta pertanto gradevole e non troppo freddo.

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È fondamentale impugnare il bicchiere dallo stelo per non andare a scaldare il vino con le mani, soprattutto se è vino bianco o spumante. Lo spumante rispetto ad altri vini non va mai roteato, se no lo sgasiamo: sono serviti 36 mesi per fargli fare le bollicine e non vorremo rovinare tutto in 2 minuti? I profumi sono comunque portati dalle bollicine verso l’esterno, pertanto non c’è bisogno di roteazione.

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La degustazione

Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G., extradry, millesimato, di Villa Miazzi (2014)

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Uvaggio: 100% Glera

Guardiamo il colore del vino, le bollicine, la spuma, poi annusiamo. Il profumo è di frutti freschi, fragranti.

Beviamo un piccolo sorso solo per avvinare la bocca, e subito notiamo la bollicina, la pungenza, che sentiamo sulla lingua e su tutto il palato, e la freschezza, caratteristica sia dei vini Charmat che del metodo classico.

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Al secondo assaggio il sommelier Marco Brioni consiglia di abituarci a tenere il vino un po’ in bocca, e con la lingua a farlo sbattere bene in tutta la bocca così che si apprezzi a pieno. A questo assaggio avvertiamo mineralità e freschezza.

Il prosecco è un vino adatto per un aperitivo, anche senza accompagnamenti, non è un vino da abbinare a dei piatti.

Franciacorta Satèn millesimato di Le Marchesine (2011)

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Le Marchesine è una azienda a conduzione familiare, le uve per il Satèn provengono da un vitigno nel comune di Paderno Franciacorta.

Uvaggio: 100% Chardonnay

Colore giallo con leggeri riflessi dorati.

Al naso sentiamo profumi completamente diversi: frutta esotica, frutta matura, qualcosa di dolce e speziato, fiori di pesco, miele e nocciole, e sentori di pane, di qualcosa che il lievito comunque ha lasciato all’interno della bottiglia.

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Al primo sorso si sente subito l’eleganza della bollicina, il Satèn è detto anche “il vino delle donne” per la sensazione di velluto e di seta che da al palato.

Al secondo assaggio gustiamo tutta l’eleganza classica del Franciacorta Satèn, con la sua piacevole bollicina che non disturba. Il leggero retrogusto amaro di mandorla non è un difetto ma una caratteristica dell’uva Chardonnay.

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Questo vino si abbina anche con i salumi, può accompagnare primi piatti con sughi non troppo elaborati (risotti, paste che non abbiano ragù di chianina o capriolo), secondi piatti di carni bianche (vitello e coniglio con condimenti leggeri) e pesce (crostacei e pesci al forno, senza condimenti o sughi particolari). Con menù che rispettino queste caratteristiche, può essere considerato un vino a tutto pasto.

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CONFRONTO Valdobbiadene Prosecco Superiore – Franciacorta Satèn

La differenza principale a livello visivo riguarda il colore e le bollicine; dopo qualche minuto nel primo bicchiere troviamo poche bollicine, sono pungenti subito poi spesso si spengono alla svelta.

Per tipologia c’è più zucchero nel primo che nel secondo, ma il secondo è più morbido e avvolgente, segno di una evoluzione completamente diversa.

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Terza degustazione: Franciacorta Rosè dell’azienda Faccoli 

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La bacca nera – in questo caso Pinot nero – dà una struttura più importante al vino.

Il colore è rosa tenue, buccia di cipolla. In Franciacorta il colore del Rosè è abbastanza omogeneo, mentre ad esempio, nell’Oltrepò pavese non hanno trovato ancora uno standard e si passa dal rosa al viola.

Lo annusiamo: non sentiamo più i frutti bianchi, ma fiori e frutti rossi, caratteristici dei rosè.

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Al primo sorso sembra più spigoloso, ma già al secondo assaggio sento che è un vino che ha una struttura, è morbido, la spigolosità si addolcisce in bocca.

Questo vino si presta a essere accompagnato, non è adatto ad essere bevuto da solo, anche se la bollicina è prassi berla con l’aperitivo. Il vino è un alimento, non è una bevanda, è stato creato per essere abbinato a dei piatti. Alcuni vini come il Barolo,AISAI bevuti da soli possono essere anche “cattivi”. Anche i rosè hanno questo “difetto”, abbinati a un salume anche un po’ speziato sicuramente possono essere più interessanti.

Questo vino può supportare piatti strutturati anche se è uno spumante, può accompagnare condimenti più impegnativi, la struttura del vino lo consente, ed è più facile utilizzarlo come vino a tutto pasto.

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Come conservare il Franciacorta

Mentre vini bianchi e rossi è meglio conservarli coricati, la bottiglia di Franciacorta può essere anche conservata in piedi per 5-6 mesi. Se è possibile si consiglia comunque si metterla in modo che il vino stia a contatto con il tappo: questo infatti non dà una chiusura ermetica ma permette quel passaggio di ossigeno che fa bene al vino.

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“Conoscere la Franciacorta” è stato il primo di tre appuntamenti organizzati nello store Dal Toscano in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier (AIS) per promuovere la cultura del vino. Continuate a seguire la pubblicazione degli eventi sulla nostra home-page e per aggiornamenti e anteprime seguiteci sulla pagina Facebook!

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