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La cucina spagnola : le ricette per una tavola colorata

Questa estate le vacanze forse saranno un po’ alternative. Ma possono essere uno spunto e un’occasione per riscoprire luoghi vicini al cuore e non troppo lontani da raggiungere con la macchina. Tutta la nostra bella Italia. E continuare comunque a viaggiare sperimentando anche a casa propria ricette straniere che abbiamo già provato, o con cui ci vogliamo per la prima volta cimentare, proprio come con la cucina spagnola.

Le temperature si stanno facendo mano a mano sempre più calde. Con esse si risveglia la voglia di mare, con le sue atmosfere mediterranee che accompagnano il nostro Paese e quelli che abbiamo vicini, ma che non possiamo temporaneamente visitare.

Questa volta voliamo quindi piacevolmente in Spagna. E se non è un volo aereo a portarci nel paese famoso non solo per la tauromachia e Picasso, possiamo sempre farlo con la nostra cucina e i piatti preferiti.

Partiamo dall’antipasto forse più tipico della cucina spagnola (e delle tapas) : il più grande classico è sicuramente l’jamon iberico.

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Pata negra e Serrano : le differenze di uno dei prodotti più famosi dell’intera cucina spagnola

Il prosciutto crudo è diventato un vero mito (non solo quello italiano, ma anche quello spagnolo, anche se quelli nostrani non hanno davvero nulla da invidiare).

Il prosciutto spagnolo è di due tipi : esistono il Pata Negra e il Serrano.

Il primo è prodotto da animali di razza (a zampa) “nera”, tendenzialmente più saporito, e indubbiamente più prezioso. Si tratta normalmente di animali allevati allo stato brado e nutriti a ghiande. Questo garantisce un prosciutto estremamente ricco e aromatico.

Il Serrano invece deriva invece da suini iberici “pata blanca”, ossia a zampa bianca. Più delicato (anche nel colore), ma ugualmente saporito e gustoso.

Pure noi in Italia abbiamo tantissime produzioni di livello eccezionale ricavate da animali a zampa nera (come il nero Casertano e quello dei Nebrodi). Dalla cinta, o da suino grigio del Casentino nascono versioni estremamente pregiate toscane. Poi abbiamo la mora romagnola o il grandissimo Parma, entrambi tipici dell’Emilia Romagna, il San Daniele prodotto in Friuli e il Carpegna Dop (originario delle Marche, e sicuramente fra i più dolci). Questi ultimi ottenuti sempre da razze compatibili con il suino pesante italiano.

Anche nella nostra Mantova possiamo vantare la produzione di ottimi salumi e nel nostro reparto dedicato al fresco puoi trovare il Prosciutto Crudo di Parma Dop di Levoni, sempre pronto per accompagnare un veloce pan y tomate che puoi rifinire con uno dei tanti oli extravergini di oliva che trovi nella nostra Bottega. Per non sbagliare puoi sceglierne uno dalle sfumature non troppo amare, come quello siciliano di Cutrera, a base di olive di varietà Tonda Iblea.

In alternativa, se sei un amante del prosciutto sempre fresco appena affettato e non vuoi farti mancare una vera opera d’arte in casa, prova a dare un’occhiata al nostro mondo Berkel.

La tradizione e la storia delle affettatrici nate dall’estro di un inventore e imprenditore olandese, Van Berkel.

Ad oggi diventate una vera icona e mito nel mondo delle affettatrici, assimilabili ad assoluti oggetti di culto.

Capolavori unici e un marchio che nella storia e negli ultimi anni è diventato sempre più italiano.

La degna compagnia di una serata a tema Spagna è sicuramente la sangria, la bevanda tipica spagnola a base di vino aromatizzato con la frutta.

Se non sai come prepararla a casa o hai poco tempo per farla, ti consigliamo di provare quelle di Lolea.

Sono prodotte a base di vino bianco, rosso e rosè, per ogni gusto e soprattutto per adattarsi ad ogni abbinamento. Non ti resta che provare e trovare la tua preferita per accompagnare la cena spagnola.

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Patatas bravas : la regina delle tapas spagnole

Altre tapas da provare sono le patatas bravas, ossia delle patate fritte e servite con salsa brava, di cui esistono tantissime varianti in Spagna (come per tutte le ricette tradizionali). Ed ogni famiglia e ristorante ha la propria. C’è chi la fa rossa, con il pomodoro e chi senza. E chi prepara in aggiunta un’aioli  (salsa di aglio) fatta in casa.

Noi ti diamo questa ricetta, a prova di errore.

L’unica regola è preparare una buona frittura, croccante fuori e morbida dentro, e assolutamente poco unta.

Per una frittura asciutta consigliamo di regolare sempre l’olio alla giusta temperatura, non troppo caldo per non farlo bruciare, e nemmeno troppo freddo, per evitare di avere patate totalmente intrise di olio.

Per regolare la temperatura consigliamo quindi l’utilizzo di un termometro, se usi una pentola come friggitrice, l’importante è che sia profonda e a bordi alti. In alternativa utilizza una classica friggitrice elettrica, che regola da sola la temperatura e la mantiene costante. In questo caso è importante rispettare le proporzioni fra quantità da friggere (che non deve essere mai eccessiva) ed olio  (per non far abbassare troppo la temperatura).

Utilizza una friggitrice ad aria se desideri una frittura ancora più leggera e asciutta.

Patatas brava

Veniamo alla ricetta per le tradizionali patatas bravas

Gli ingredienti che ti servono sono 1 kg. patate gialle, 2 cucchiai di paprika dolce in polvere e 1 litro di olio di semi di arachide.

Per la salsa brava invece occorrono 1 spicchio di aglio,  100 gr. cipolle rosse,  1 gr. paprika dolce,  1 gr. peperoncino piccante in polvere,  30 gr. farina 00,  300 gr. acqua,  30 gr. olio e.v.o. e sale fino.

Per la salsa : pulisci l’aglio e trita finemente la cipolla. Falli appassire con un filo di olio e.v.o.. Fai insaporire con la paprika e il peperoncino. Aggiungi la farina e falla tostare prima di unire l’acqua. Porta dolcemente a bollore e fai addensare. Regola di sapore e poi frulla con un frullatore ad immersione.

Pulisci le patate e tagliale a spicchi. Sbollentale in acqua leggermente salata per pochi minuti. Scolale e falle raffreddare. Porta l’olio a 175°C e friggile. Scolale su carta assorbente. Insaporiscile con sale e paprika e servile ancora calde con la salsa.

Se servi anche la aioli, prima metti la salsa di aglio sulle patate e poi la brava. Ed evviva la Spagna !

Se vuoi servire questa ricetta tradizionale in modo un po’ più originale, usa un moderno cestino del fritto in acciaio da portare a tavola. La tavola sarà ancora più rock, bella e divertente con quelli firmati da Alessandro Borghese.

Se invece vuoi il gusto delle patatine con un tocco di Spagna, ma non hai il tempo di friggere, prova quelle di Torres al gusto di prosciutto spagnolo. Il loro gusto intenso di patata e l’aroma saranno i compagni perfetti per la tua cena a base di Sangria e sapranno soddisfare ogni tua voglia di sfizio salato.

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Il gazpacho : la ricetta andalusa della famosa zuppa di verdure

Altro tipico antipasto della cucina spagnola, questa volta originario dell’Andalusia, terra calda e generosa e culla (non a caso) di una musica e di una danza intensa e sensuale come il flamenco, è il gazpacho, una crema di verdure a base di pomodoro, cipolla, cetrioli, peperoni, aglio, pane e aceto di vino rosso (ancora meglio se usi uno jerez). L’antipasto vegetariano per eccellenza che di certo non manca di gusto e piacevolezza che puoi preparare molto velocemente usando un buon mixer o un frullatore ad immersione.

Per prepararlo basta pulire e tagliare a pezzi 300 gr. pomodori maturi, pulire un quarto di cetriolo eliminando anche i semi e tritarlo insieme ai pomodori e a 150 gr. acqua fredda. Poi unisci un peperone e una cipolla puliti e tagliati a dadini e frulla ancora (insieme ad uno spicchio di aglio se piace, privato dell’anima centrale).

Passa al setaccio il passato prima di unire tre cucchiai di pangrattato. Regola di sale e pepe. Insaporisci con un filo di olio e.v.o. e due cucchiai di aceto e fai riposare coperto in frigorifero per 2 ore.

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Più di una frittata : la ricetta della tortilla di patate e cipolle

Un’altra tapa tipica della cucina spagnola è la tortilla, una frittata, che per tradizione è preparata con cipolle e patate (ha solo 5 ingredienti, che sono appunto uova, patate, cipolle, sale e pepe e del buon olio e.v.o.), che è ancora più semplice da preparare con un comodo girafrittate.

Uno dei tratti che la caratterizza principalmente è l’altezza : difatti si presenta comunemente più alta di quella italiana. Le patate possono essere affettate sia a fettine che a cubetti.  Anche grandi cuochi spagnoli dotati di grandissima creatività come Ferran Andrià hanno approfondito il tema e pensato a varianti moderne e gourmet.

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Paella : un piatto unico che fa subito estate

In una cena che parla spagnolo non ci si puo’ esimere dal preparare una paella a regola d’arte : più di un risotto misto allo zafferano, è un vero monumento della cucina iberica. Ne esistono tante versioni: da quella mista con carne e frutti di mare, a quella di soli crostacei e molluschi (mariscos), di solo pesce (de pescado) e le versioni moderne più o meno creative, incluse anche quelle di sole verdure (a dire di alcuni la prima versione originale). Una cosa è certa: è impossibile preparare una buona paella senza l’apposita paellera, come quelle di Vaello Campos, che consentono di avere la giusta distribuzione di fuoco e di calore per permettere una perfetta cottura e tostatura tipica delle versioni tradizionali.

paella

I nostri consigli per una tavola moresca

Per portare un po’ di Spagna non solo nei piatti ma anche sulla tavola, il servizio Lisbona di Excelsa ricrea un’atmosfera pittoresca di allegra e gioiosa festa. L’uso generoso ed intenso del colore decora la porcellana con toni che richiamano il Mediterraneo con tutte le sue calde e variopinte sfumature.  Anche per il servizio da caffè.

Puoi deliziosamente rifinire la tavola con le posate in stile Arabesque di Eme Posaterie per una tavola riccamente decorata che non trascura alcun dettaglio.

Se invece preferisci decorare la tavola con i colori tipici della penisola iberica, la linea Concerto di Rose e Tulipani con i colori malaga e ocra riprende le intense sfumature della bandiera spagnola.  Creerai un meraviglioso aspetto rustico e tradizionale insieme alle posate Sevilla  di Comas, in finitura vintage.

Per i bicchieri scegli la leggerezza dei tumbler Bottone di Livellara, con un simpatico bottone colorato che li rende diversi uno dall’altro. Ogni persona potrà sempre riconoscere il suo bicchiere, anche in una cena in piedi, senza mai perdere l’eleganza di un bicchiere in vetro soffiato.

LISBONA SERVIZIO TAVOLA

La ricetta del dolce tipico della cucina spagnola : la crema catalana

Un menu spagnolo non può non finire con una dolce crema catalana. Una sorta di creme brulè propria della cucina spagnola, aromatizzata con cannella in stecca e buccia di agrumi (arancia e limone), quasi sempre presenti nella cucina spagnola. Un’irresistibile consistenza cremosa sotto una croccante crosticina caramellata che la rende davvero irrinunciabile ad ogni palato che la incontri.

Se vuoi seguire la tradizione, come per una normale crema bruciata, la puoi caramellare usando il classico ferro. O un moderno caramellatore come quello della linea di Ghidini firmata da Iginio Massari, se sei una persona più pratica.

Per 3 persone la ricetta prevede di usare 500 gr. latte fresco intero, 6 tuorli (da uova medie), 100 gr. zucchero semolato, 25 gr, amido di mais, 1 stecca di cannella,  la scorza di 1 limone e di 1 arancia,  un pizzico di noce moscata grattugiata e zucchero di canna per caramellare la superficie.

Per preparare la crema catalana, scalda il latte con la cannella, la buccia di agrumi e un pizzico di noce moscata grattugiata. Porta quasi e a bollore e poi fai intiepidire. Monta i tuorli con l’amido e lo zucchero sino a renderli bianchi e versa a filo il latte filtrato. Mescola bene.

Rimetti su fuoco e porta dolcemente a bollore, sino a far addensare la crema. Non appena inizia a sobbollire, togli dal fuoco e versa negli stampi individuali (o cocottine, l’importante è ottenere una crema non troppo alta di spessore). Fai raffreddare e poi metti in frigorifero a rassodare ulteriormente. Poco prima di servire, togli dal frigorifero e cospargi di zucchero di canna. Caramella con il cannello o usa il ferro riscaldato, appoggiato sullo zucchero.

crema catalana

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